Biobibliografia

Giorgio

Giorgio Agnisola (1947) è critico d’arte e scrittore.

È professore stabile ordinario di arte sacra presso l’Istituto Teologico Salernitano (Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale). È Valde Peritus della Facoltà per le Scienze estetico-teologiche. Insegna Arte sacra presso la sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Presso la stessa Sezione è condirettore dal 2006 della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia. In essa dirige tra l’altro l’Area artistica e il Laboratorio di critica d’arte. Ha operato a lungo come consulente d’arte moderna e contemporanea nell’ambito degli accordi internazionali per gli scambi culturali. Dal 1983 al 1995 è stato chiamato in missioni ufficiali dai Paesi francofoni d’Europa per studi e ricerche sull’arte presente. In particolare ha operato a lungo in Belgio e Lussemburgo.

Nel gennaio del 1974 ha conseguito la laurea in ingegneria meccanica.

Collabora dal 1990 alle pagine culturali del quotidiano “Avvenire” ed in particolare alla pagina “Arte”. Collabora o ha collaborato anche a numerosi periodici e riviste specializzate (Studi Cattolici, Luoghi dell’infinito, Psychologies, Ottocento ecc.). E’ membro societaire dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte. Ha fatto parte della Société Internationale di Psychopathologie de l’expression. Si è molto occupato di didattica dell’arte e di problematiche connesse con lo studio, la conoscenza, la fruizione dell’arte e in particolare dell’arte sacra. Ha diretto per molti anni il periodico di arte, società e comunicazione, Artepresente e le collane di quaderni allegati. Ha diretto numerose collane editoriali. In particolare presso Guida di Napoli la collana d’arte Antologica e la collana di poesia L’artista e l’opera. Ha condotto, parallelamente alla scrittura, una fitta attività di operatore culturale, fondando tra l’altro negli anni Settanta il premio letterario “Casa Hirta” che per un ventennio è stato un prestigioso premio italiano.

Ha promosso mostre di rilievo internazionale, come “Il simbolismo in Belgio” (1985), nel Palazzo Reale di Caserta, in collaborazione con il Governo Belga, “Italia-Lussemburgo, confrontations” (2002), in collaborazione con l’Ambasciata del Lussemburgo in Italia. E’ stato curatore scientifico delle mostre: “Emilio Greco, la dimensione psicologica e spirituale“, Museo Emilio Greco, Sabaudia (2010); “Alberto Magnelli, opere 1915-1970″, Pinacoteca Civica di Gaeta (2012) ; “Alberto Burri, Unico e multiplo“, Pinacoteca Civica di Gaeta (2014); “Paul Jenkins, I colori dell’invisibile“, Pinacoteca Civica di Gaeta (2015); “Alberto Burri, I colori del silenzio“, Spazio Comel, Latina (2015), “Afro, La memoria ritrovata“, Spazio Comel, Latina (2016), Rosso Guttuso, Opere 1934-1984, Fondazione La Verde-La Malfa, Catania, 2017, Pietro Consagra, La materia trasparente, Spazio Comel, Latina ( 2017). Quale esperto d’arte è membro della Consulta Nazionale dell’ULN della Conferenza Episcopale Italiana e membro della commissione di arte sacra della Diocesi di Napoli.

Ha scritto molti libri, tra cui, Steli del tempo, poesie (1973); Introduzione all’arte (1975); Arte perché (1979); Una quieta morsura, racconti (1980); Arte presente in Belgio (1985) (presentato nel 1986 alla Biennale di Venezia), Arte in Lussemburgo dopo il 1945 (1989); Iurij e Lara, lettura de “Il Dottor Zivago” (1991); Per via d’arte, appunti, ricognizioni, cronache (1993); Georg e Stein e la scultura lussemburghese (1995); L’Addio, lettura del distacco d’amore (1998); Dentro l’arte (2001); Viaggio nell’opera, vedere e sentire l’arte (2005); La pietra e l’angelo, paesaggio sacro in Campania (2006); L’oltranza dello sguardo, in Friedrich, Monet, Cézanne (2010), Lo sguardo e l’opera (2014), Religiosità di Giacomo Manzù  (2014). Vedere l’arte, sentire l’oltre (2014), L’avvertimento dell’oltre, in Morandi, Rothko e Manzù (2015).

Per la sua attività di critico d’arte ha ottenuto due riconoscimenti internazionali: Chevalier de l’Ordre de Leopold II in Belgio e Officier de l’Ordre de Mérite in Lussemburgo. Ha vinto altresì numerosi premi, tra cui il premio “De Sanctis” per la saggistica e il premio “Cilento” per il giornalismo, il Premio “La scheda d’oro” per la saggistica e il premio “Sebetia Ter” per la cultura. Alla sua attività, nel 2000, Bruno di Marcello ha dedicato un libro, intitolato Giorgio Agnisola, dell’arte della critica.